Nel settore cosmetico, i composti organici volatili rappresentano un'emissione da controllare, ma in alcuni casi possono essere anche materie prime che il processo produttivo sta perdendo.
È il caso di alcuni solventi utilizzati nelle formulazioni cosmetiche, come l'isododecano, che può evaporare durante le diverse fasi di lavorazione ed essere trascinato nel flusso d'aria destinato al trattamento.
In queste condizioni, l'obiettivo non deve essere necessariamente soltanto abbattere il COV. Quando le caratteristiche del composto e del processo lo consentono, è possibile intervenire a monte per condensare e recuperare parte del solvente in fase liquida, riducendo contemporaneamente il carico inquinante da trattare.
Un approccio che apre una prospettiva interessante per l'industria cosmetica: considerare alcune emissioni non soltanto come uno scarto, ma come una potenziale risorsa.
L'isododecano è un idrocarburo volatile utilizzato in numerose formulazioni cosmetiche, in particolare nel make up e nei prodotti long lasting.
La sua elevata volatilità contribuisce alle caratteristiche applicative del prodotto, ma significa anche che durante alcune fasi del processo una parte del solvente può passare dalla fase liquida alla fase vapore.
Una volta presente nel flusso d'aria, l'isododecano diventa quindi un COV da gestire prima dell'emissione in atmosfera. Ed è proprio qui che diventa interessante distinguere tra due concetti: abbattere il solvente e recuperarlo.
Il recupero dei solventi per condensazione è un processo che raffredda il flusso d'aria contaminato fino a riportare il composto volatile dallo stato di vapore a quello liquido, separandolo dall'emissione invece di distruggerlo.
Non tutte le tecnologie di trattamento agiscono allo stesso modo.
Alcuni sistemi hanno l'obiettivo di rimuovere o distruggere il contaminante presente nel flusso. In determinate condizioni, invece, è possibile sfruttare le proprietà fisiche del composto per recuperarne una parte attraverso la condensazione.
Il principio è relativamente semplice: il flusso contenente il solvente viene raffreddato fino a favorire il passaggio dell'isododecano dalla fase vapore alla fase liquida.
Il composto non viene quindi trasformato in una sostanza diversa. Cambia il suo stato fisico e può essere separato dal flusso gassoso sotto forma di condensato. Recuperare una parte del solvente a monte consente inoltre di ridurre il carico di COV che dovrà essere gestito dal successivo sistema di abbattimento.
È qui che è importante distinguere recupero e riutilizzo.
La condensazione permette di recuperare il solvente presente nel flusso gassoso riportandolo allo stato liquido, ma questo non significa automaticamente che il condensato possa essere reintrodotto direttamente nella produzione cosmetica.
La possibilità di riutilizzarlo dipende dalla sua composizione, purezza, presenza di eventuali contaminanti e requisiti qualitativi del processo. In alcuni casi possono quindi essere necessarie ulteriori operazioni di separazione o purificazione prima di poter valutare un nuovo impiego.
Il recupero rappresenta però il primo passaggio fondamentale: una sostanza che altrimenti sarebbe interamente destinata al trattamento come emissione viene separata e resa disponibile per una possibile valorizzazione.
Guardare al recupero dei solventi significa andare oltre il solo rispetto dei limiti emissivi.
Quando le condizioni di processo lo permettono, recuperare una parte del solvente a monte può significare ridurre il carico sul sistema di abbattimento dei composti organici volatili, limitare la perdita di materia prima e creare le condizioni per una sua possibile valorizzazione.
Naturalmente, non tutti i COV possono essere recuperati nello stesso modo. La fattibilità della condensazione dipende dal composto, dalla sua concentrazione, dalla portata, dalla temperatura del flusso e dalle condizioni operative dell'impianto.
Per questo HFiltration parte dall'analisi del processo e dell'emissione per valutare non soltanto come abbattere un COV, ma anche se esistono le condizioni per recuperarlo prima del trattamento finale.
Nel settore cosmetico, dove solventi e sostanze volatili possono avere un valore significativo all'interno del processo produttivo, questa valutazione può trasformare il sistema di trattamento dell'aria da semplice strumento di compliance a parte integrante di una strategia di efficienza e recupero delle risorse.
Il tuo processo genera solventi che potrebbero essere recuperati?