Durante i mesi estivi non aumentano soltanto le temperature: cambiano anche le condizioni in cui operano gli impianti industriali.
Il calore può influire sul comportamento di polveri, vapori e composti organici volatili (COV), aumentandone la volatilità e rendendo più difficile il controllo delle emissioni. Allo stesso tempo, gli impianti di aspirazione e filtrazione sono chiamati a lavorare in condizioni più gravose.
Per questo motivo, l'estate rappresenta un periodo in cui verificare l'efficienza del sistema di trattamento dell'aria diventa ancora più importante.
La temperatura influenza direttamente il comportamento di molti contaminanti presenti nei processi industriali.
Nei mesi più caldi possono aumentare la volatilità di solventi e COV, l'evaporazione di alcune sostanze e la percezione degli odori. Anche la dispersione degli inquinanti negli ambienti di lavoro può variare, rendendo ancora più importante un corretto controllo delle emissioni.
Questo fenomeno non riguarda soltanto gli ambienti produttivi. Secondo l'European Environment Agency (EEA), durante i periodi caldi e soleggiati aumentano generalmente anche le concentrazioni di ozono troposferico, uno degli inquinanti atmosferici più critici per la salute umana.
Sebbene l'ozono interessi principalmente l'aria esterna, il fenomeno evidenzia come il calore possa modificare il comportamento degli inquinanti e conferma l'importanza di una gestione efficace della qualità dell'aria anche all'interno degli stabilimenti industriali.
Negli ambienti industriali il calore esterno si somma spesso a quello generato da macchinari, forni e processi produttivi.
Se gli inquinanti non vengono captati e trattati in modo efficace, polveri, gas, vapori e aerosol possono accumularsi negli ambienti di lavoro, peggiorando il comfort degli operatori e aumentando le esigenze di manutenzione degli impianti.
L'estate non crea necessariamente nuovi contaminanti, ma può rendere più evidenti quelli già presenti e più complesso il loro controllo.
Nei processi che utilizzano emulsioni e fluidi lubrorefrigeranti, le alte temperature possono modificare le condizioni di esercizio dei sistemi di filtrazione.
In presenza di umidità, residui organici e manutenzione non adeguata, il periodo estivo può favorire la proliferazione microbica all’interno delle emulsioni o dei materiali filtranti umidi. Eventuali contaminanti possono quindi influire sulla qualità dell’aria reimmessa nell’ambiente e generare odori sgradevoli.
Il fenomeno non riguarda indistintamente tutti i sistemi, ma dipende dalla tipologia di filtro, dal contaminante trattato, dalle condizioni operative e dalla frequenza delle attività di pulizia e sostituzione.
Per questo motivo, nei mesi più caldi è particolarmente importante verificare lo stato degli elementi filtranti e rispettare il piano di manutenzione previsto.
L’aumento delle temperature può modificare non solo il comportamento degli inquinanti, ma anche le condizioni nelle quali operano gli impianti di aspirazione e filtrazione.
Una maggiore volatilità delle sostanze, variazioni nella concentrazione dei contaminanti e un utilizzo più intenso dei sistemi di ventilazione possono sottoporre l’impianto a un carico diverso rispetto agli altri periodi dell’anno.
Prima o durante la stagione estiva è quindi opportuno controllare:
Una verifica preventiva permette di individuare eventuali anomalie prima che provochino cali di prestazione, consumi eccessivi o interruzioni della produzione.
Durante l’estate, gli odori generati dalle attività industriali possono essere percepiti con maggiore intensità.
L’incremento della temperatura favorisce infatti l’evaporazione di alcune sostanze e può aumentare la quantità di molecole odorose presenti nell’aria. Il problema può interessare processi che utilizzano solventi, prodotti chimici, emulsioni, sostanze organiche o materiali soggetti a fermentazione e decomposizione.
Gli odori non devono essere considerati soltanto un problema di comfort. In alcuni casi possono indicare una gestione non ottimale delle emissioni o la presenza di composti che richiedono un trattamento specifico.
Per intervenire efficacemente non è sufficiente mascherare l’odore: occorre identificare le sostanze che lo generano, valutarne concentrazione e caratteristiche e scegliere la tecnologia di abbattimento più adatta.
Affrontare le criticità legate al caldo estivo richiede sistemi di aspirazione e filtrazione capaci di lavorare in modo stabile anche quando cambiano le condizioni ambientali e operative.
Le soluzioni HFiltration permettono di trattare differenti tipologie di contaminanti, tra cui polveri industriali, fumi, vapori e nebbie oleose, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria negli ambienti produttivi.
La scelta del sistema più adatto dipende però dal tipo di inquinante, dalla portata d’aria, dalla temperatura, dalla concentrazione e dalle caratteristiche del processo. Per questo HF Group parte dall’analisi delle condizioni reali dell’impianto, così da individuare la configurazione più efficace per ogni specifica applicazione.
Un sistema correttamente progettato e mantenuto consente di:
L’estate può essere un momento critico per gli impianti di filtrazione. Verificarne il funzionamento significa prevenire criticità e mantenere elevata la qualità dell’aria durante tutto l’anno.