Nelle lavorazioni industriali, in particolare nelle officine CNC, la presenza di nebbie oleose è un fenomeno ampiamente documentato.
Numerosi studi e linee guida tecniche evidenziano come l’esposizione prolungata ad aerosol oleosi possa avere impatti rilevanti sulla salute degli operatori, sulla sicurezza degli ambienti di lavoro e sull’efficienza degli impianti.
Comprendere la natura delle nebbie oleose e della morchia oleosa è il primo passo per adottare sistemi di aspirazione nebbie oleose realmente efficaci.
Le nebbie oleose sono aerosol costituiti da micro gocce di olio intero o emulsione, generate durante lavorazioni meccaniche come fresatura, tornitura e rettifica.
Quando alle nebbie oleose si aggiungono residui solidi, particelle metalliche e oli degradati, si forma la cosiddetta morchia oleosa: un inquinante più complesso, persistente e difficile da trattare rispetto alle nebbie oleose tradizionali.
La morchia oleosa è il risultato della degradazione del fluido lubrorefrigerante e della sua contaminazione con particelle metalliche fini, residui di lavorazione e sottoprodotti dell’usura utensile.
Secondo il National Institute for Occupational Safety and Health, queste particelle possono rimanere sospese nell’aria per lunghi periodi, aumentando il rischio di esposizione per gli operatori.
La morchia oleosa rende l’aerosol più denso e complesso da separare dall’aria.
La formazione della morchia oleosa èfavorita da diversi fattori tipici dei moderni processi produttivi:
Nel tempo, il fluido perde stabilità chimica e fisica, accumula impurità e viene aerosolizzato durante le lavorazioni, aumentando la concentrazione di contaminanti nell’aria.
Durante le lavorazioni meccaniche, i fluidi lubrorefrigeranti possono caricarsi non solo di metalli, ma anche di composti derivanti dalla degradazione termica.
Nel caso di fluidi a base acquosa, possono inoltre svilupparsi contaminanti biologici come batteri e muffe.
L’inalazione prolungata di nebbie oleose e morchia può essere associata a:
Oltre agli aspetti sanitari, la presenza di residui oleosi influisce anche sull’ambiente lavorativo, aumentandole temperature locali, creando superfici scivolose e favorendo l’accumulo di depositi su macchinari e impianti.
Le nebbie oleose rientrano tra i rischi chimici regolamentati dal D.Lgs.81/2008, che impone ai datori di lavoro:
A livello europeo, i Valori Limite di EsposizioneProfessionale (VLEP) stabiliscono le soglie massime di concentrazione accettabili negli ambienti di lavoro.
In presenza di fluidi contaminati, possono inoltre trovare applicazione le disposizioni della Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori da sostanze cancerogene o mutagene.
Il rispetto delle normative richiede l’adozione di sistemi di captazione e filtrazione adeguati, oltre a monitoraggi periodici e sorveglianza sanitaria.
Non tutte le nebbie oleose presentano le stesse caratteristiche. La presenza di morchia oleosa rende spesso inefficaci le soluzioni di filtrazione standard, richiedendo tecnologie progettate per gestire aerosol complessi e carichi contaminanti elevati.
In assenza di sistemi adeguati, il rischio è un rapido intasamento dei filtri, con conseguente riduzione delle prestazioni, aumento dei consumi energetici e fermi macchina imprevisti.
La scelta del sistema di filtrazione industriale deve quindi basarsi non solo sulla portata d’aria da trattare, ma anche sulla composizione dell’inquinante, sulla continuità del processo e sulle condizioni operative reali dell’impianto.
La gestione corretta di nebbie oleose e morchia non è solo una questione normativa o ambientale, ma un elemento chiave per:
HFiltration opera da anni nel settore della filtrazione industriale, sviluppando soluzioni e tecnologie progettate per rispondere alle reali esigenze delle officine CNC e dei processi industriali più complessi.
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